Venerdì, 22 Set 2017
 
 
La storia

Nomi e mende

Nel 1955 ci si conosceva tutti a Fontaniva. La maggior parte delle famiglie, anzi, si identificava in modi che, talvolta, avevano poco a che vedere con il cognome per rifarsi, viceversa, al ceppo familiare e al soprannome con cui la famiglia era conosciuta.
Bastava infatti usare la cosiddetta "menda" per sapere non solo a che famiglia una persona apparteneva, ma per raccontarne brevemente il passato, la storia.
Spesso le mende si tramandavano, diventando suoni familiari, staccati da un qualsivoglia senso compiuto. É così che sembra bello ricordare i soci fondatori della CLC con le loro "mende":

Rulli Pietro (Piero Rulli)
Pasquin Giuseppe (Bepi Pasquin)
Olivo Diano (Diano)
Lazzarin Aldo (Lazarin)
Olivo Isaia ('Saìa)
Lago Anselmo (Anselmo Piovesan)        
Alessi Guido (Celio Cioi)
Bertoncello Enrico (Erìco Gustinasso)
Lorenzin Giovanni (Ciacio Mota)
Manfio Giovanni (Nani Manfio)
Berno Cesare (Bedin)

Furono loro che nel Dicembre 1955 fondarono la C.L.C. Cooperativa Lavorazione Cementi con un capitale sociale di 990.000 Lire. I mezzi erano limitati, le attrezzature essenziali, ma in quel Veneto, da pochi anni uscito dalla triste avventura del secondo conflitto mondiale, abbondavano intraprendenza e voglia di costruire.



Gli inizi
Il cantiere si insediò a carmignano di Brenta lungo la statale Vicenza-Treviso, poche centinaia di metri dopo il ponte sul Brenta.
Sul piazzale ancora costituito da un prato, si allestivano le "capre" in legno per dislocare le vasche circolari in calcestruzzo che costituivano una parte significativa della produzione complessiva.
Le tecniche di costruzione erano ancora semplici e si fondavano principalmente sull'esperienza degli adetti, sufficente a garantire qualità al lavoro.
Al tempo, tre uomini esperti costruivano una vasca in poco più di tre giorni.



I primi camion
Il naturale sviluppo dell'azienda fece via via mutare le esigenze di movimentazione all'interno del cantiere.
Nelle immagini del tempo, le sempre più numerose vasche in cemento provano il crescente successo di CLC.
Non fu un caso, quindi, se cominciarono a circolare i primi camion: Dodge, Mercedes e Super Orione erano spesso autentici e massici residuati bellici che finivano per scavare profonde carraie su terreno molle. I lavori di sbancamento e consolidamento del piazzale obbedirono perciò ad una necessità operativa.



Le vasche cilindriche
Negli anni '60 le vasche cilindriche destinate al settore vinicolo avevano un ruolo fondamentale nella produzione CLC, anche se già erano presenti le forme a base quadrata che avrebbero poi riscosso ampio successo.
Sistemate nel piazzale in varie misure ed altezze, venivano commercializzate tutte le cantine italiane ed anche oltre confine.



La Capra
Movimentare i prefabbricati in calcestruzzo richiedeva tempo ed era abbastanza laborioso.
Sui camion adibiti al trasporto, spesso forniti di doppio asse sterzante, trovavano posto tre pali che, opportunamente incociati, consentivano di creare la "capra" da usare come sistema di sollevamento per scaricare e sistemare il manufatto.



Trasporti eccezionali
I trasporti, sopprattutto quando riguardavano manufatti particolarmente voluminosi, richiedevano la scorta della polizia stradale.
Quest'immagine d'epoca (l'incrocio di fronte alla chiesa di Fontaniva era ancora privo del semaforo) racconta come le spedizioni che partivano dal piazzale della CLC si muovessero su strade ancora semideserte: le automobili in transito ed in sosta si potevano contare sulle dita di una mano.



Vietata la manovra a spinta
Con l'allargamento del mercato, la CLC cercò di ottimizzare i trasporti a fronte di dimensioni dei manufatti e distanza dai luoghi di destinazione sempre più rilevanti: Le vasche caricate sul treno erano destinate ad una seerie di cantine austriache.
Se su strada convogli di automezzi consentivano di ottimizzare il servizio di scorta e ridurre i disagi alla circolazione, su ferrovia si affitavano interi convogli merci su cui, per garantire l'integrità dei manufatti trasportati, era vietata "la manovra a spinta".